
RICHIAMI OPEL
| Per chi non ci avesse ancora pensato, è bene ricordare che è tutt’ ora in corso questa campagna: |
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Opel Italia richiama per un difetto mezzo milione di Corsa e Tigra
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febbraio 2001 Guai al fissaggio dei sedili per tre milioni di auto in Europa di Paolo G. Brera ROMA (CNN) -- Opel richiamerà dal mercato mezzo milione di automobili commercializzate in Italia. Si tratta di tutte le Opel Corsa della penultima serie, un modello di utilitaria di grandissimo successo in Italia, e delle Tigra. La casa automobilistica ha verificato l'esistenza di un difetto nel fissaggio delle corsie dei sedili anteriori all'abitacolo, che in quasi centomila casi si accoppia a un difetto del sistema delle cinture di sicurezza. I numeri sono altissimi: "Si tratta di 558.115 unità, la più grande operazione di richiamo mai effettuata in Italia dalla Opel", spiega a CNNitalia il responsabile Relazioni esterne di Opel Italia, Luca Apolloni. Ancora più alti se si considera che il problema non è solo italiano: saranno infatti richiamate tre milioni di Opel Corsa 'B' - quelle cioè di penultima generazione - e di Tigra commercializzate in tutta Europa. In particolare la misura interesserà 890.000 vetture in Germania, 586.000 in Gran Bretagna 558.115 in Italia e 437.826 in Francia. "Intervento gratuito da venti minuti" I possessori di una Corsa di penultima generazione o di una Tigra dovranno dunque mettersi in contatto con il concessionario o con un'officina autorizzata per la sostituzione gratuita dei pezzi difettosi: "Un'operazione che si compie in una ventina di minuti", dice Opel Italia. Ai titolari di queste automobili verrà spedita una raccomandata con ricevuta di ritorno dalla Opel, che li inviterà a prendere contatto con un rappresentante della casa automobilistica per effettuare la sostituzione. Dal richiamo, e dal difetto che lo ha originato, sono escluse tutte le auto che montino su entrambi i lati sedili regolabili in altezza, mentre quelle che li montano su un solo lato dovranno subire comunque l'operazione di sistemazione sull'altro lato. Delle 558.115 unità vendute in Italia, 97.579 saranno richiamate anche per il difetto relativo all'innesto delle cinture di sicurezza. Il difetto scoperto in Ecuador e Brasile "Tutto è nato da un richiamo avvenuto lo scorso autunno per tutte le Corsa prodotte in Brasile e Argentina", spiega Opel Italia. "Noi avevamo importato solo il modello station wagon, e lo scorso autunno richiamammo circa undicimila auto per un difetto che era stato riscontrato in due gravi incidenti stradali avvenuti in Ecuador e in Brasile". La casa decise l'intervento per ragioni di sicurezza. "Ma avviò anche un controllo per verificare che il medesimo difetto non fosse esistito anche per altri modelli e per auto costruite in altri stabilimenti nel mondo. Evidentemente le verifiche non hanno dato risultati tranquillizzanti". Per Opel un conto salato Per Opel il costo sarà ingente: "I pezzi di ricambio in realtà non sono molto cari ma basta calcolare cosa costino più di mezzo milione di raccomandate con ricevuta di ritorno e le ore di manodopera necessarie per farsi in un idea di quanti miliardi possano occorrere per un intervento di questo genere", dice ancora Apolloni. Il conto è salato: 186.000 ore di mano d'opera… "In esperienze analoghe abbiamo potuto verificare come per le aziende l'arrivare al ritiro sia quasi sempre una scelta estrema, fortemente temuta: invece è indice di estrema serietà e senso di responsabilità", dice Vincenzo Dona, segretario generale dell'Unione nazionale consumatori, una delle associazioni più attive su un fronte ancora poco sviluppato in Italia. "Noi abbiamo fatto uno sforzo, e ottenuto qualche risultato; ma devo dire che effettivamente in Italia non esiste ancora un'attenzione costante su questi temi da parte delle associazioni dei consumatori". "Il richiamo? E' la nostra politica" "Il richiamo fa parte della nostra politica aziendale", spiegano ancora a Opel Italia. "Quando riscontriamo difetti di produzione inviamo immediatamente raccomandata ai proprietari delle auto interessate. E quando questi difetti riguardano la sicurezza agiamo immediatamente dando comunicazione alla stampa prima ancora di spedire le raccomandate ai proprietari". "E' ciò che sta accadendo ora, sebbene non si abbia in Italia alcuna evidenza del difetto". In altre parole, Opel Italia afferma di non aver ricevuto denunce o richieste di rimborso per incidenti che abbiano reso evidente il difetto, ma di aver agito per pura prevenzione. |